La metamorfosi dello spazio museale. Il nuovo Museo tra passato e futuro.

L’evoluzione tecnologica si ripercuote su tutti i sistemi complessi e li cambia riorganizzandoli in modo completamente nuovo. Ma la tecnologia, come scriveva Heidegger, “non è semplicemente un mezzo, ma un modo di disvelamento” e contiene realtà vitali ed eterogenee come potere industriale e mercato, sviluppo istituzionale e trasmissione culturale, nuove condizioni cognitive ed esperienziali, diverse elaborazioni spazio-temporali, e dunque nuove aperture di senso. Aperture che investono il Museo, come il resto della società, nella sua forma e sostanza.

L’enorme sviluppo tecnologico verificatosi negli ultimi decenni ha ridefinito, infatti, le “forme” della contemporaneità in modo radicale e in larga parte imprevisto. Lo stesso medium-museo sta vivendo una totale ridefinizione della sua struttura e funzione comunicativa.

Se il museo tradizionale presentava una modalità di fruizione interattiva ma di natura contemplativa, i musei del presente e del futuro saranno sempre più incentrati su una forma di interattività di tipo 2.0 (utilizzando la tipica espressione degli aggiornamenti delle release dei software). Allo stesso modo, il classico percorso di fruizione testuale del museo Novecentesco, viene “aggiornato” ad una forma di tipo ipertestuale. Non a caso l’enfasi posta sugli elementi della Digital Culture dimostra come il museo sia sempre stato una testimonianza formale ed ideologica del carattere di un’epoca.

MUSEO DEL NOVECENTO
Interattività di tipo “contemplativo”
(Guardare e non toccare)
Percorso testuale
(lineare e stabile)

MUSEO 2.0
Interattività 2.0
(Toccare, modificare, condividere, partecipare)
Percorso ipertestuale
(stellare, multiforme, cangiante, personalizzabile, scalabile)

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