Il trionfo dei barbari

Se ancora non l’hai fatto, arrenditi. I barbari hanno trionfato.

Mi capita di parlare con professori, educatori, insegnanti, molto spesso dello stesso argomento: l’imbarbarimento delle nuove generazioni. Qualcuno non ha esitato a definirle un po’ troppo “choosy”, altri ne evidenziano la totale disaffezione per la cultura, tutta quella che va oltre gli One Direction e Fabio Volo, per intenderci. Sta sempre con quel telefono in mano, fa le ricerche su Google e non apre mai un libro, dite. Ebbene, cari signori, rassegnatevi ai nuovi dominatori!

Per secoli a dominare il mondo sono stati gli uomini “verticali”, quelli si che vi piacevano! Aristocraticamente parlando, a loro toccava guidare l’umanità, disegnare la religione, la politica, la cultura. Erano “verticali” perché in grado di cogliere l’alto e il basso dell’esistenza, scavare in profondità e far emergere in superfice ciò che avevano trovato, a vantaggio di noi comuni mortali.

Da un punto di vista simbolico, sono rappresentati bene dall’immagine dello studioso chino sul libro che, con enorme fatica, è in grado di cogliere la profondità del mondo e dell’esistenza.

Questi dominavano il mondo.

Oggi sono stati sostituiti dagli uomini “orizzontali”. L’uomo “orizzontale” è quello che cavalca l’onda, in grado di surfare sulla superfice del mondo. Non vogliono la profondità, vogliono esperire intensamente il mondo. Vogliono vivere l’esperienza. Vogliono consumare la vita.

Ora, più o meno voi vi sentite come i Romani. Questi guardavano i barbari con i vostri stessi occhi. Loro, stabili, fieri della loro grandezza, guardavano queste popolazioni ed avevano paura. Paura del loro nomadismo, della loro incessante attività di esplorazione della superfice, del loro irripetibile bisogno di divorare il mondo, diventando mondo.

E quindi quel barbaro ragazzo sempre pronto a surfare sulla superficialità, sempre intento a scattare selfie o a scrivere tweet, lasciatelo stare. Arrendetevi. Potrebbe diventare anche il prossimo Presidente del Consiglio.

Ah,

già,

lasciamo

stare.

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