Le tecnologie della parola: trasformazioni sociali della scrittura elettronica

Il paper che qui vi propongo (link a fine articolo) si incentra sulla tematica del logos cibernetico, una metafora su cui sto lavorando da diversi anni anche grazie alla spinta di Derrick De Kerckhove, infaticabile sociologo delle culture digitali di cui sono un indegno allievo.

Alla base di tale metafora c’è l’idea del logos come sede di ogni innovazione ontologica, di ogni mutamento.

Come sostenuto nell’ipotesi di Sapir-Whorf, altresì conosciuta come ipotesi della relatività linguistica, è infatti la struttura del linguaggio che determina la struttura del pensiero che in esso si esprime.

La linea guida del percorso è evidentemente la famosa sentenza <<the medium is the message>>.

Con questo slogan, McLuhan ha definitivamente contribuito a diffondere l’idea che le tecnologie della comunicazione, il medium, nel loro variare, esercitano un notevole controllo sul soggetto-oggetto del flusso comunicativo. Le particolari caratteristiche del linguaggio, nei processi dell’oralità e della scrittura e, infine, della cibernetica, incidono cioè sul brainframe individuale e collettivo.

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