Il trionfo dei barbari

Se ancora non l’hai fatto, arrenditi. I barbari hanno trionfato.

Mi capita di parlare con professori, educatori, insegnanti, molto spesso dello stesso argomento: l’imbarbarimento delle nuove generazioni. Qualcuno non ha esitato a definirle un po’ troppo “choosy”, altri ne evidenziano la totale disaffezione per la cultura, tutta quella che va oltre gli One Direction e Fabio Volo, per intenderci. Sta sempre con quel telefono in mano, fa le ricerche su Google e non apre mai un libro, dite. Ebbene, cari signori, rassegnatevi ai nuovi dominatori!

Per secoli a dominare il mondo sono stati gli uomini “verticali”, quelli si che vi piacevano! Aristocraticamente parlando, a loro toccava guidare l’umanità, disegnare la religione, la politica, la cultura. Erano “verticali” perché in grado di cogliere l’alto e il basso dell’esistenza, scavare in profondità e far emergere in superfice ciò che avevano trovato, a vantaggio di noi comuni mortali.

Da un punto di vista simbolico, sono rappresentati bene dall’immagine dello studioso chino sul libro che, con enorme fatica, è in grado di cogliere la profondità del mondo e dell’esistenza.

Questi dominavano il mondo.

Oggi sono stati sostituiti dagli uomini “orizzontali”. L’uomo “orizzontale” è quello che cavalca l’onda, in grado di surfare sulla superfice del mondo. Non vogliono la profondità, vogliono esperire intensamente il mondo. Vogliono vivere l’esperienza. Vogliono consumare la vita.

Ora, più o meno voi vi sentite come i Romani. Questi guardavano i barbari con i vostri stessi occhi. Loro, stabili, fieri della loro grandezza, guardavano queste popolazioni ed avevano paura. Paura del loro nomadismo, della loro incessante attività di esplorazione della superfice, del loro irripetibile bisogno di divorare il mondo, diventando mondo.

E quindi quel barbaro ragazzo sempre pronto a surfare sulla superficialità, sempre intento a scattare selfie o a scrivere tweet, lasciatelo stare. Arrendetevi. Potrebbe diventare anche il prossimo Presidente del Consiglio.

Ah,

già,

lasciamo

stare.

Annunci

A chi lasci in eredità il tuo Facebook?

Facebook lancia il “testamento digitale”. Nei profili degli utenti, come sempre in anteprima per quelli statunitensi, sarà introdotta l’opzione “legacy contact” che permetterà all’utente di nominare un gestore del proprio profilo in caso di passaggio a miglior vita.

fbgraveLa spinosa questione andava affrontata. Se la carne muore, la pelle digitale rimane in vita. Il rischio è quello di ritrovarsi una volta morti con profili saccheggiati dagli Studio Aperto o dalle Barbara D’Urso di turno, nel caso delle morti più “televisive”, magari con una foto pubblicata qua e là che non restituisce un’immagine desiderabile dello sfortunato. Non che qualche interessato si sia finora lamentato, eh. Però, come dire, oltre al danno pure la beffa.

Magari qualcuno si ritrova in una photo gallery dal titolo “l’ultimo selfie prima di morire”. Ebbene sì, esistono, basta andare sui peggiori siti web che, beninteso, sono la maggioranza.

Oppure finire come lo sfortunato Eric Meyer che, dopo aver perso una figlia in tenera età, deve anche sorbirsi l’invadenza di Facebook che, con algoritmica strafottenza, gli ricordava la sua bella bambina e la sua morte, con frasi di algoritmica stupidaggine come “è stato un anno meraviglioso“.

Insomma, il problema esiste ed è serio.

Facebook prova a metterci una toppa. Fino ad ora il FacciaLibro permetteva di congelare gli account dopo la morte ad imperitura memoria degli “amici” del defunto. Con il “legacy contact” si potrà scegliere di cancellare in automatico il profilo una volta provato il decesso dell’utente oppure destinarlo a un erede come sorta di memoriale. La persona che prenderà in gestione il profilo potrà vedere le foto e post ma non leggere chat e messaggi. All’ereditario sarà inoltre possibile cambiare la foto del profilo, accettare richieste di amicizia e gestire la timeline del vostro account Facebook.

Se volete un consiglio personale, non date in eredità il vostro profilo facebook a quell’amico troll che posta solo foto di Francesco Sole e canzoni di Povia. Poi, fate vobis.